Scritto da • 8:18 am• Pescara, Attualità

Valutazioni critiche sulle previsioni di crescita del PIL abruzzese e sulle politiche regionali

Pescara (domenica, 11 gennaio 2026) — Un’analisi attenta del rapporto della CGIA di Mestre relativo alle previsioni di crescita del prodotto interno lordo per il 2026 evidenzia come l’incremento stimato dello 0,66%, che collocherebbe l’Abruzzo al nono posto tra le regioni italiane e in linea con la media nazionale, rappresenti in realtà un avanzamento contenuto. Si tratta, peraltro, di una stima previsionale inserita in un contesto economico fluido e suscettibile di variazioni, e non di un dato consolidato. Per tali ragioni, secondo Graziano Di Costanzo, responsabile Economia della Segreteria regionale del Partito Democratico, essa non può costituire oggetto di autocelebrazione politica, come invece emergerebbe dalle recenti dichiarazioni dell’assessora regionale alle Attività produttive, Tiziana Magnacca.

di Alice Grieco

Di Costanzo sottolinea come una crescita di tale entità confermi un quadro di sostanziale stagnazione che caratterizza da tempo non solo l’Abruzzo, ma anche il sistema economico nazionale, soprattutto se confrontato con le performance di altri principali Paesi europei. In questo scenario, le prese di posizione di esponenti della maggioranza regionale vengono giudicate non coerenti con la realtà dei dati strutturali. Particolare rilievo assume, a tal proposito, l’approvazione del bilancio previsionale regionale per il 2026 e del documento triennale 2026–2028, definiti come fortemente condizionati dall’onere del debito sanitario, che avrebbe raggiunto la soglia di 170 milioni di euro. Un indebitamento che, secondo il Partito Democratico, sarebbe il risultato di oltre sette anni di gestione inefficace da parte della destra regionale.

All’interno di tale quadro finanziario, viene evidenziata l’assenza di risorse destinate in modo esplicito a politiche di sviluppo, investimenti o strategie industriali strutturate. Al contrario, il bilancio sarebbe caratterizzato da un ulteriore incremento della pressione fiscale. Alle addizionali IRPEF e IRAP già versate, per un ammontare complessivo di circa 110 milioni di euro, si aggiungerebbero dal 1° gennaio ulteriori 40 milioni, portando il totale delle addizionali a 150 milioni di euro. Un livello di prelievo che si sommerebbe alla pressione fiscale già esistente, superando complessivamente la soglia del 42 per cento.

Secondo Di Costanzo, i cittadini abruzzesi non avrebbero beneficiato di un reale sostegno, ma sarebbero stati gravati da un carico fiscale crescente, a fronte di un sistema sanitario giudicato inadeguato, che spingerebbe un numero crescente di persone a rinunciare alle cure o a rivolgersi a strutture fuori regione.

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Last modified: Gennaio 11, 2026
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