Pescara (venerdì, 30 gennaio 2026) — Negli ultimi giorni il nuovo progetto del Conservatorio e dell’Auditorium ha acceso molte discussioni. Al centro del dibattito ci sono due questioni particolarmente delicate: la cosiddetta “terza missione” e il presunto frazionamento delle prestazioni professionali, che potrebbe consentire affidamenti diretti evitando gare pubbliche. Due punti che meritano un’analisi approfondita e che, come vedremo, presentano criticità importanti.
Ma c’è un altro aspetto che merita attenzione: l’analisi dei documenti ufficiali del progetto, dal progetto esecutivo al PFTE. Già dai primi esami, quello che emerge è sorprendente.
di Alice Grieco
Nella tavola 02_R01 della relazione tecnico-illustrativa del PFTE, alle pagine 3, 4 e 5, lungo i margini, appare una dicitura coperta da un rettangolo bianco: “realizzato con un prodotto Autodesk versione per studenti”.
Può sembrare un dettaglio grafico, ma in realtà non lo è. Le licenze Educational di Autodesk sono gratuite e destinate esclusivamente a scopi didattici, di ricerca accademica o sperimentazione. Non sono pensate per lavori professionali, e tantomeno per progetti di opere pubbliche dal valore di 15 milioni di euro.
Questo solleva interrogativi seri: chi ha materialmente realizzato quell’elaborato? Con quale ruolo e incarico ufficiale? Con quali strumenti e licenze? E soprattutto, se si tratta di output accademici, perché sono stati inseriti in un PFTE destinato a un’opera pubblica e chi ne ha autorizzato l’uso?
La questione non è di opinione, ma di principio: i documenti di un progetto pubblico devono essere chiari, tracciabili e inattaccabili. Ogni scelta, ogni strumento utilizzato, deve rispettare le regole che valgono per tutti.
Last modified: Gennaio 30, 2026

