Pescara (sabato, 31 gennaio 2026) — Il 22 gennaio 2026 in via delle Caserme a Pescara, si è svolta la mobilitazione pubblica “Con il popolo iraniano”, promossa da ARCI Pescara e parte della mobilitazione nazionale lanciata da AOI Cooperazione e Solidarietà Internazionale.
di Alice Grieco
L’iniziativa nasce per esprimere solidarietà al popolo iraniano e sostenere la lotta di giovani, donne e cittadini che in Iran rischiano la propria libertà e la vita per difendere i diritti fondamentali, la giustizia e la democrazia. L’evento ha voluto sottolineare l’importanza della responsabilità civile e politica, invitando tutti a farsi portavoce della richiesta di libertà nelle proprie città.
Tra gli interventi, quello di Shady Alizadeh, giovane avvocata italo-iraniana e attivista per i diritti umani, rappresentante del movimento “Donna Vita Libertà – Italia”. Alizadeh ha portato una testimonianza diretta delle manifestazioni in corso in Iran e della repressione che ne segue, ribadendo come la libertà sia un principio universale e non negoziabile.
All’iniziativa hanno aderito numerose organizzazioni e associazioni locali, tra cui CGIL Pescara, ANPI Pescara, Amnesty International Pescara Chieti, Assopace Palestina, Partito Democratico Pescara, Giovani Democratici Abruzzo, Alleanza Verdi e Sinistra Pescara, PSI Pescara, Italia Viva Pescara, UDI Pescara, Rifondazione Comunista Pescara ed Emergency.
“Ringrazio la comunità di Pescara per aver organizzato questa manifestazione e mantenere alta l’attenzione sulle gravi violazioni dei diritti umani in Iran”, ha dichiarato Alizadeh. “Dal 1979 il regime iraniano limita libertà e diritti, e dall’8 gennaio ha ulteriormente isolato la popolazione, disconnettendo internet e le comunicazioni telefoniche”.
Secondo Alizadeh, le manifestazioni iniziative il 28 dicembre e proseguite fino ai primi di gennaio hanno rappresentato la volontà del popolo iraniano di porre fine a un regime che governa da 47 anni. Le repressioni hanno causato numerose vittime, con storie di corpi mutilati e famiglie costrette a pagare cifre ingenti per riottenere i propri cari. “Non conosciamo ancora il numero esatto dei morti, si parla di migliaia”, ha aggiunto.
La giovane attivista ha sottolineato come il popolo iraniano non riconosca più legittimità al regime, provato da conflitti regionali, crisi economica, svalutazione della moneta e corruzione diffusa. Le piazze di città come Mashad, Isfahan e Teheran sono oggi piene di giovani, donne, uomini, studenti, lavoratori e attivisti che chiedono la fine della teocrazia.
Alizadeh ha concluso con un appello alle istituzioni europee e italiane: “L’Europa dovrebbe denunciare le violazioni dei diritti umani in Iran, imporre sanzioni mirate e delegittimare il regime colpendo le sue fonti di finanziamento. Il Governo italiano deve assumere una posizione chiara, denunciare le violazioni e manifestare solidarietà al popolo iraniano, perché il silenzio non è più accettabile”.
Last modified: Gennaio 31, 2026

