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Omicidio a Lettomanoppello: l’uomo arrestato parla di un gesto accidentale

Lettomanoppello – Pescara (mercoledì, 15 ottobre 2025) — Le indagini sull’omicidio di Cleria Mancini, 66 anni, e sul tentato omicidio del nipote dodicenne a Lettomanoppello, hanno registrato nelle ultime ore importanti sviluppi. Antonio Mancini, 69 anni, tratto in arresto nella serata di giovedì 9 ottobre, avrebbe dichiarato al suo legale d’ufficio che i colpi esplosi sarebbero stati il frutto di un errore, senza intenzione premeditata.

di Alice Grieco

Il colloquio si è svolto presso il carcere San Donato di Pescara con l’avvocato Marcello Cordoma, al quale Mancini potrebbe presto sostituire un legale di fiducia. Secondo quanto riferito, l’uomo appare lucido e orientato, pur mostrando evidenti segni di sofferenza fisica e dispiacere per l’accaduto, ma non manifesta un vero senso di pentimento, in quanto convinto che l’evento tragico sia stato casuale.

Durante l’incontro, Mancini avrebbe affermato di non ricordare con precisione i dettagli dell’episodio avvenuto a Turrivalignani. Dopo aver compiuto l’omicidio, l’uomo si sarebbe barricato in un bar, esplodendo ulteriori colpi d’arma da fuoco. Mancini avrebbe giustificato la propria condotta con un’elevata assunzione di alcol.

La convalida dell’arresto è stata fissata per lunedì 13 ottobre alle ore 9 presso la casa circondariale di Pescara. All’indagato sono contestati numerosi reati, tra cui omicidio e tentato omicidio aggravati per aver colpito familiari, oltre a minaccia e resistenza a pubblico ufficiale.

Nel frattempo, l’autopsia sulla vittima, eseguita venerdì scorso dal medico legale Davide Girolami su incarico del pubblico ministero Giuliana Rana, ha confermato che la causa del decesso è stata un singolo colpo d’arma da fuoco che ha raggiunto il cuore della donna.

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Last modified: Ottobre 15, 2025
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