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Oltre 1500 persone dall’Abruzzo e Molise hanno partecipato a Roma alla manifestazione “Democrazia al Lavoro”


Penne – Oltre millecinquecento cittadini abruzzesi e molisani hanno partecipato alla manifestazione nazionale “Democrazia al Lavoro”, organizzata dalla CGIL a Roma il 25 ottobre. Migliaia di lavoratori, pensionati e giovani si sono mobilitati per rivendicare diritti, salari dignitosi, pensioni adeguate, investimenti in sanità e istruzione e un futuro sostenibile per l’Italia.  A Pescara, i vertici regionali del sindacato, Carmine Ranieri e Franco Rolandi, avevano anticipato la protesta, illustrandone motivazioni e obiettivi. Hanno sottolineato la necessità di reagire alla stagnazione economica, alla diffusa precarietà e alle politiche fiscali che hanno penalizzato gran parte della popolazione.

di Alice Grieco

Durante la manifestazione, i rappresentanti della CGIL hanno denunciato l’impoverimento di lavoratori e pensionati a causa dell’inflazione accumulata tra il 2021 e il 2024, con perdite di potere d’acquisto non compensate.  Hanno inoltre evidenziato come la legge di Bilancio degli ultimi anni abbia sottratto circa 25 miliardi di euro ai redditi fissi, senza reinvestirli in servizi pubblici.  È stato ribadito che il PIL è stagnante, la produzione industriale è in calo da tre anni e il mercato del lavoro crei nuovi posti solo per gli over 50.  Lavoro nero, sommerso e povertà lavorativa colpiscono oltre sei milioni di persone.

La manifestazione ha posto l’accento anche sul piano di riarmo europeo e sull’impegno italiano in NATO, che prevede un aumento della spesa militare da 45 a oltre 146 miliardi annui nei prossimi dieci anni, sottraendo risorse a salari, pensioni, politiche industriali e investimenti sociali.

I partecipanti hanno illustrato le priorità della CGIL per la legge di Bilancio 2026: fermare il riarmo, aumentare gli investimenti in sanità, istruzione, politiche abitative e sociali, ridurre le disuguaglianze combattendo l’evasione fiscale e la concentrazione della ricchezza, rinnovare i contratti collettivi con detassazione degli aumenti salariali, introdurre il salario minimo e garantire la rappresentanza sindacale, rivalutare pienamente le pensioni, estendere la quattordicesima, superare la legge Fornero e creare una pensione di garanzia per giovani e precari.  Si è inoltre sottolineata l’importanza di politiche industriali e del terziario per contrastare le delocalizzazioni, creare lavoro di qualità e favorire la transizione energetica, tecnologica e ambientale, con particolare attenzione allo sviluppo del Mezzogiorno.

Il corteo, partito alle 13:30 da Piazza della Repubblica, ha attraversato le vie di Roma fino a Piazza San Giovanni, dove si sono susseguiti interventi importanti, tra cui quelli di Luc Triangle, segretario generale dell’Ituc, e di Maurizio Landini, segretario generale della CGIL.  Questa giornata ha dimostrato la capacità dei cittadini di unirsi per la democrazia, la giustizia sociale e la tutela dei diritti fondamentali, trasformando le piazze italiane in luoghi di confronto e partecipazione attiva.

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Last modified: Ottobre 27, 2025
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