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Pescara verso un nuovo passaggio alle urne: la sentenza accende lo scontro politico

Pescara (giovedì, 22 gennaio 2026) — La decisione del Consiglio di Stato che impone il ritorno al voto in una parte delle sezioni elettorali di Pescara apre ufficialmente una nuova fase politica e amministrativa per la città. Le urne torneranno protagoniste in primavera e, come prevedibile, il pronunciamento ha innescato una raffica di reazioni durissime e contrapposte da parte di amministratori, partiti e protagonisti della scena pubblica locale.

di Alice Grieco

Il sindaco Carlo Masci legge la sentenza come una sostanziale conferma della correttezza del voto. Secondo il primo cittadino, il Consiglio di Stato ha respinto integralmente la richiesta di ripetere le elezioni in tutta la città, stabilendo invece una nuova consultazione limitata a 23 sezioni su 170, per errori definiti di natura formale. Masci sottolinea come sia stata esclusa qualsiasi alterazione sistemica del risultato e ribadisce la volontà di arrivare rapidamente al nuovo voto parziale per garantire continuità amministrativa, assicurando nel frattempo la piena operatività della giunta.

Di segno opposto la posizione dello sfidante Carlo Costantini, che parla apertamente di una bocciatura politica dell’operato del sindaco. A suo avviso, la necessità di tornare alle urne in un numero così rilevante di sezioni certifica irregolarità gravi e non sanabili, tali da minare la fiducia dei cittadini. Costantini invoca le dimissioni di Masci e descrive la nuova tornata elettorale come un passaggio decisivo non solo per il governo cittadino, ma anche per il futuro assetto istituzionale legato al progetto della Nuova Pescara.

Ancora più duro il giudizio di Domenico Pettinari, che parla di una ferita profonda alla democrazia locale. Secondo il leader civico, due gradi di giudizio che dispongono la ripetizione del voto rappresentano un fatto di eccezionale gravità. Pettinari annuncia la propria candidatura a sindaco alla guida di una coalizione civica indipendente, distante sia dal centrodestra sia dal centrosinistra, e chiede un azzeramento politico dell’attuale amministrazione. La protesta simbolica in Consiglio comunale e la richiesta di tornare al voto in tutte le sezioni segnano l’avvio di una campagna elettorale che si preannuncia aspra.

Dal centrodestra, il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri ridimensiona la portata della sentenza, sostenendo che il quadro complessivo resta favorevole al sindaco uscente e che la ripetizione del voto, prevista entro 60 giorni, avverrà in un contesto elettorale profondamente mutato. Sospiri punta il dito contro il centrosinistra, accusato di aver trascinato la città in una fase di stallo istituzionale con costi economici e amministrativi per la collettività.

Interviene anche Luciano D’Alfonso, che invita a non banalizzare il pronunciamento dei giudici amministrativi. Per l’ex presidente della Regione, la sentenza mette nero su bianco carenze gravi nelle operazioni di seggio, tra verbali incompleti, numeri discordanti e mancanza di vigilanza. D’Alfonso sottolinea come la legittimità amministrativa della città resti inevitabilmente indebolita e richiama l’urgenza di un percorso chiaro e rigoroso verso la fusione della Nuova Pescara, per restituire piena credibilità alle istituzioni.

Sulla stessa linea critica si collocano Movimento 5 Stelle e Partito Democratico. Per Erika Alessandrini, ridurre quanto accaduto a semplici errori materiali significa offendere l’intelligenza dei cittadini, mentre il Pd parla di irregolarità pesanti che rendono necessario un cambio di rotta politico. Entrambi rivendicano il valore della sentenza come occasione di riscatto democratico e rilancio di una proposta alternativa di governo.

Di contro, una nota congiunta dei coordinatori regionali del centrodestra ribadisce fiducia nell’operato dell’amministrazione Masci e accusa l’opposizione di strumentalizzare una decisione che, a loro avviso, non mette in discussione la validità complessiva del risultato elettorale.

Con le urne che torneranno ad aprirsi in una parte significativa della città, Pescara entra così in una fase di forte incertezza politica. Il confronto non riguarda solo chi guiderà Palazzo di Città, ma il rapporto stesso tra istituzioni e cittadini, chiamati ancora una volta a esprimersi dopo mesi di polemiche, ricorsi e contrapposizioni sempre più radicali.

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Last modified: Gennaio 22, 2026
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