Scritto da 5:24 am Italia, Attualità

Cervo fuori controllo in Abruzzo: agricoltura e sicurezza chiedono risposte immediate

L’Aquila (giovedì, 22 gennaio 2026) — In Abruzzo torna con forza al centro del dibattito la gestione della popolazione di cervi, una presenza sempre più impattante sul territorio e sulle attività umane. A lanciare l’allarme è Confagricoltura Abruzzo, che richiama le valutazioni tecniche elaborate da Franco Recchia, esperto faunistico impegnato da anni nel monitoraggio della fauna selvatica. Le analisi delineano uno scenario definito ormai sbilanciato, che richiede interventi concreti e non più rinviabili.

di Alice Grieco

Secondo quanto evidenziato dall’organizzazione agricola, nella provincia dell’Aquila oltre il 60% dei danni alle coltivazioni sarebbe oggi attribuibile ai cervi. Parallelamente cresce il numero di incidenti stradali legati all’attraversamento degli ungulati, con effetti diretti sulla sicurezza delle persone e sulla circolazione, soprattutto nelle zone interne e montane. Dati che trovano riscontro nel Piano Faunistico Venatorio Regionale del 2020, redatto su base scientifica, che già individua criteri e strumenti per una gestione sostenibile delle popolazioni.

Il quadro normativo, ricorda Confagricoltura, non rappresenta un ostacolo: la legislazione nazionale consente infatti il prelievo selettivo, mentre i monitoraggi pluriennali dimostrano come le densità attuali siano ben oltre i livelli considerati compatibili con l’equilibrio ambientale e agricolo.

«Non siamo di fronte a una carenza di studi o di regole – sottolinea il presidente regionale di Confagricoltura, Fabrizio Lobene – ma a una mancanza di decisioni operative. Le aziende agricole subiscono danni crescenti e la sicurezza stradale è compromessa ogni giorno». Una situazione che, secondo l’associazione, rischia di diventare irreversibile se non affrontata con tempestività.

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Last modified: Gennaio 22, 2026
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