Palmoli (lunedì, 12 gennaio 2026) – La vicenda dei tre bambini ospitati nella struttura di Vasto, noti come i “bambini del bosco”, entra in una nuova fase di tensione. A riaccendere il dibattito, le dichiarazioni di Maria Luisa Palladino, tutrice dei minori nominata dai giudici dell’Aquila, che ha parlato in televisione della difficoltà di far rispettare i protocolli educativi stabiliti per i ragazzi.
di Alice Grieco
«La madre rifiuta tutto, che dobbiamo fare?», ha detto Palladino, descrivendo un atteggiamento rigido della donna, Catherine Birmingham, che renderebbe complicato il percorso di inserimento scolastico e sociale dei figli nella comunità. La tutrice ha inoltre riferito di problemi nell’avvio del progetto scolastico, previsto già dal 7 gennaio: «La maestra la stiamo cercando, ci sono stati alcuni intoppi. È urgente trovare una soluzione per il bene dei bambini», ha aggiunto.
Duro il contrasto con la difesa dei genitori, affidata agli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas, che smentiscono la versione della tutrice. Secondo i legali, la famiglia avrebbe espresso piena disponibilità a collaborare e propone alternative già operative, come la scuola parentale e un progetto psicopedagogico messo a punto dal Comune di Palmoli. «L’obiettivo è garantire ai bambini una vita normale con i propri genitori, accompagnandoli in un percorso educativo tutelato», sottolineano i difensori.
Al centro dello scontro anche questioni delicate legate alla salute psicofisica dei minori. I consulenti di parte, tra cui lo psichiatra Tonino Cantelmi e la psicologa Martina Aiello, hanno riferito preoccupazioni sollevate da Catherine Birmingham circa possibili gesti autolesionistici dei figli. Palladino ha respinto queste segnalazioni, affermando di non aver constatato personalmente alcun comportamento di quel tipo all’interno della struttura.
La vicenda, oltre a toccare gli aspetti giuridici, mette in luce il ritardo nella gestione pratica: l’assenza di un’insegnante incaricata di seguire i bambini diventa simbolo delle difficoltà operative che persistono nonostante il dibattito legale. Fino a quando non sarà trovata una soluzione condivisa tra tutore, genitori e istituzioni, la vita dei tre bambini resta sospesa, in attesa di poter avviare il percorso educativo previsto dai giudici.
Last modified: Gennaio 12, 2026

