Pescara (venerdì, 23 gennaio 2026) — Le dichiarazioni del presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, rappresentano una ricostruzione parziale e fuorviante della sentenza del Consiglio di Stato, con conseguenze politicamente scorrette. Affermare che le elezioni di Pescara “erano e sono valide” nonostante la necessità di ripetere il voto in oltre venti sezioni costituisce una minimizzazione della gravità della situazione e rischia di disinformare i cittadini.
di Alice Grieco
La ripetizione del voto si impone non per errori formali superficiali, ma per irregolarità sostanziali che hanno compromesso il corretto svolgimento delle operazioni elettorali, rendendo impossibile ricostruire la reale volontà popolare. Tale condizione richiede che gli elettori siano nuovamente posti davanti all’urna, al fine di garantire la piena legittimità del processo democratico.
Il punto centrale, sottolineato dalla consigliera regionale del M5S Erika Alessandrini, è che la regolarità del voto costituisce una responsabilità politica e istituzionale diretta del sindaco e della sua amministrazione. Non si tratta di un mero adempimento formale o di un compito da delegare alla Prefettura: la vigilanza e la gestione delle operazioni elettorali spettano alle autorità locali, in particolare nella nomina dei presidenti di seggio e nella supervisione dei processi di scrutinio. Minimizzare le gravi incongruenze riscontrate, come schede mancanti o in eccesso, equivale a negare l’evidenza dei fatti e ad eludere la responsabilità politica primaria.
Al di là della questione tecnica, Alessandrini evidenzia il rilievo politico della vicenda: la reale posta in gioco era il ballottaggio, mancato per meno di 500 voti complessivi, ovvero circa 20 voti per sezione interessata. Ogni irregolarità, dunque, assume un peso determinante. L’obbligo di ripetere il voto non costituisce una perdita di tempo per la città, ma rappresenta invece un’occasione per ristabilire la dignità democratica e garantire la corretta rappresentanza dei cittadini. La possibilità di correggere elezioni viziate da gravi irregolarità è un imperativo civico, e la partecipazione al voto assume un ruolo cruciale per il rafforzamento della fiducia pubblica nelle istituzioni.
In questo contesto, secondo Alessandrini, le dichiarazioni del centrodestra che minimizzano i fatti e lamentano presunte difficoltà amministrative rappresentano un tentativo di eludere la responsabilità politica e istituzionale. La corretta gestione del processo elettorale non può essere trattata come un ostacolo da subire, ma deve essere pretesa da tutte le forze politiche come fondamento della democrazia locale.
Last modified: Gennaio 23, 2026

