Oratino (martedì, 23 dicembre 2025) — Nel cuore del Molise, Oratino ha ospitato l’ultima assemblea annuale dell’Associazione I Borghi più Belli d’Italia per Abruzzo e Molise, segnando un ritorno atteso dopo tre anni. L’incontro si è svolto in un clima di partecipazione autentica, favorito dall’accoglienza sentita dell’amministrazione comunale e dei rappresentanti associativi locali, che hanno accompagnato i lavori con discrezione e spirito di servizio.
di Alice Grieco
La presenza dei sindaci e dei delegati dei Comuni aderenti ha trasformato l’appuntamento in un’occasione concreta di confronto, andando oltre gli aspetti formali. Oratino si è rivelato non solo sede dell’assemblea, ma anche testimonianza viva di un modo di abitare i luoghi che tiene insieme cura, memoria e visione. Le strade, gli spazi pubblici e il rapporto con la propria storia hanno restituito l’immagine di un borgo che non si limita a conservare il passato, ma lo rende parte attiva del presente.
Tra i simboli più rappresentativi emersi durante la giornata, la Faglia ha assunto un valore emblematico. Questo rito antico, che ogni vigilia di Natale illumina l’area antistante il campanile della chiesa principale, continua a essere un gesto collettivo che unisce generazioni diverse attorno al senso di appartenenza e alla memoria condivisa. Un esempio concreto di come le tradizioni possano rimanere vive senza diventare semplice folklore.
Nel corso dell’assemblea è stato tracciato un bilancio del lavoro svolto negli ultimi anni e sono state delineate le prospettive future. Il presidente regionale dell’associazione, Antonio Di Marco, ha sottolineato come il percorso intrapreso abbia progressivamente consolidato una rete territoriale fondata su credibilità e coesione. L’obiettivo, condiviso dai presenti, resta quello di valorizzare i borghi rispettandone l’identità, ponendo al centro le comunità e la qualità dei luoghi, senza cedere a modelli di sviluppo estranei alla loro storia.
L’incontro ha affrontato anche temi strategici legati alla programmazione per il 2026, al rafforzamento dell’organizzazione interna e al dialogo con il livello nazionale dell’associazione. Ne sono scaturite riflessioni operative e nuove proposte, segno di una partecipazione sempre più consapevole da parte dei Comuni coinvolti.
Ampio spazio è stato dedicato ai saperi locali, riconosciuti come patrimonio imprescindibile. Artigiani, artisti, studiosi e narratori del territorio hanno contribuito a restituire un’immagine del Molise fatta di competenze antiche e sensibilità contemporanee. Particolarmente significativa è stata la testimonianza dell’ingegner Chiocchio, discendente di una storica famiglia di scalpellini, che a 94 anni ha offerto un racconto lucido e appassionato del proprio mestiere, trasformando l’esperienza personale in lezione di dignità e continuità.
Il ringraziamento finale è andato alle istituzioni locali, alle associazioni culturali e alle realtà impegnate nella tutela delle tradizioni, tra cui la Comunità Patrimoniale dei Fuochi “Mangiafuoco” e l’Associazione La Faglia. Il loro lavoro quotidiano dimostra come la bellezza dei borghi non risieda soltanto nei paesaggi o nell’architettura, ma soprattutto nella cultura che essi custodiscono e trasmettono, rappresentando una risorsa decisiva per il futuro delle aree interne.
Last modified: Dicembre 23, 2025

