Poggio Picenze (venerdì, 9 gennaio 2026) — Si è spento all’età di 83 anni Antonio Galeota, sindaco di Poggio Picenze dal 1970 al 1980, figura amata e rispettata della comunità locale. Galeota lascia la moglie, due figli e una grande eredità, non solo politica, ma anche culturale. Laureato in Giurisprudenza, ha dedicato molti anni al servizio pubblico, lavorando per la giunta regionale, ma la sua passione per il territorio lo ha portato a impegnarsi direttamente nella vita amministrativa del suo paese.
di Alice Grieco
Durante il suo mandato da sindaco, ha promosso numerosi interventi fondamentali per lo sviluppo di Poggio Picenze, come la realizzazione della circonvallazione, nuove strade e fontanili a servizio dei contadini. Non solo opere infrastrutturali, ma anche culturali, con la creazione della scuola materna statale e della Biblioteca comunale, intitolata a Salvatore Massonio. Questi interventi sono stati segni tangibili del suo impegno per la crescita e il miglioramento della sua comunità.
Tuttavia, ridurre il suo impegno alla sola sfera amministrativa sarebbe riduttivo. Galeota era anche un intellettuale appassionato di storia, un osservatore attento della politica e della cultura, sempre curioso delle “cose del mondo”, come amava dire. La sua dedizione alla cultura abruzzese e alla storia locale si è concretizzata in numerosi studi e ricerche. Dal 2005 è stato socio ordinario della Deputazione Abruzzese di Storia Patria, contribuendo attivamente alla diffusione e alla salvaguardia della storia del suo territorio.
Nel 2018, ha pubblicato uno studio importante sulla storia delle vie pubbliche nel territorio vestino, incentrandosi sulla Claudia Nova, un lavoro che ha arricchito ulteriormente la conoscenza storica di questa regione. Inoltre, nel 2010, a un anno dal terremoto che ha colpito la sua città, Galeota ha scritto “La prima ora”, un racconto delle drammatiche ore che seguirono la scossa, che segnò in modo indelebile la vita della sua comunità.
Il suo impegno non si è fermato alla ricerca storica. Nel 2018 ha pubblicato “Quelli che hanno dato, storia del Meridione dal 1860 a oggi”, un libro che ha suscitato grande interesse per la sua analisi approfondita e priva di retorica del Mezzogiorno, sottolineando la condizione di arretratezza del Sud Italia e mettendosi dalla parte delle persone comuni, spesso dimenticate dalla politica.
Ma forse la sua eredità più grande resta il progetto di salvaguardare la memoria storica di Poggio Picenze, concretizzato nella pubblicazione del 2006 “La Parlate i la Memorie”, un’opera che raccoglie il “Dizionario Poggiano” e racconta la storia, le tradizioni e la vita quotidiana del paese. Galeota riteneva fondamentale non disperdere questo patrimonio culturale, che rappresentava un tributo alla generazione che lo aveva preceduto e che con pazienza e dedizione aveva contribuito a costruire la storia del suo paese.
Oggi la comunità di Poggio Picenze piange la sua perdita, ma la memoria di Antonio Galeota rimarrà viva nei suoi scritti e nel suo impegno instancabile per il bene comune. I suoi funerali si sono svolti oggi, 4 gennaio, nella sua città natale, dove ha lasciato un segno indelebile. La sua presenza e la sua passione per la storia e la cultura saranno ricordate da tutti coloro che lo hanno conosciuto.
Last modified: Gennaio 9, 2026

