Scritto da 6:06 am Top News, Cronaca, Pescara

Appello, cancellata la condanna per l’omicidio in lite da parcheggio: Nerone multato solo per lesioni minori

Pescara — La Corte d’Assise d’Appello de L’Aquila ha annullato la condanna di primo grado a carico di Mattia Nerone, 25 anni, di Pescara, condannato in primo grado a 3 anni e 2 mesi per omicidio preterintenzionale e lesioni personali a seguito di una lite scoppiata per un parcheggio. Il fatto risale all’11 luglio 2019, in zona pineta, e provocò la morte di Tiziano Paolucci, 56 anni, originario di Tollo.

di Alice Grieco

La decisione dell’Appello, presieduto dal giudice Grimaldi con a latere D’Arcangelo e otto giudici popolari, ha suscitato forti reazioni tra i familiari della vittima, assistiti dagli avvocati Sabrina Sbaraglia e Antonello Campanelli, già insoddisfatti del primo grado.

La Corte ha riqualificato il reato da omicidio preterintenzionale a percosse, ma la mancanza della querela dei congiunti ha reso impossibile procedere. L’unico reato confermato a carico di Nerone è quello di lesioni personali nei confronti di Silvia Paolucci, figlia della vittima, intervenuta per separare i due uomini e rimasta involontariamente ferita. La Corte ha stabilito una multa di 1.000 euro per questo episodio, ritenendo le lesioni non gravi.

Così, dall’originaria condanna a 3 anni e 2 mesi, con risarcimento dei danni da decidere in sede civile e una provvisionale di 20mila euro per ciascuna delle quattro parti civili, l’appello si conclude con la sola multa e la cancellazione di tutte le statuizioni civili.

La vicenda risale al giorno in cui Nerone si era fermato per parcheggiare in viale della Pineta. Paolucci, a bordo della sua auto, suonò il clacson e fece gestacci; ne nacque una discussione violenta. I passanti e la figlia della vittima cercarono di separarli. Dopo la lite, Nerone ripartì, mentre Paolucci percorse circa 100 metri in auto, scese e si accasciò senza vita. L’autopsia rilevò una grave patologia cardiaca di cui l’uomo non era a conoscenza.

In primo grado, il gup Colantonio aveva motivato la condanna sottolineando come la condotta violenta di Nerone avesse provocato uno stato di agitazione acuta in Paolucci, determinando lo scompenso cardiaco e la fibrillazione ventricolare fatale.

Con l’appello, però, quella connessione è stata cancellata, riducendo il caso a un episodio di lesioni minori.

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Last modified: Novembre 25, 2025
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